Se non l’avessi mi stancherebbe
forse lo scatto di mille metri.
O dieci piani fatti di corsa.
Oppure venti. Forse la morsa
della stanchezza di chi sui vetri
si fa scalate non mi verrebbe
dal piano terra. Se non l’avessi.
Potrei percorrere il Giambellino.
Poi del quattordici farmi beffe
ma quello sfiato che sembra un’”effe”
non mi starebbe così vicino.
Non mi darebbe tanti complessi.
Ma se ci penso, non è da poco,
mi rendo conto del sacro fuoco
che quelle pause per rifiatare
m’hanno concesso. Chè per pensare
non si respira-a pieni polmoni.
Per un motivo: chè più son buoni
più sono gonfi. E nel gonfiore
nessuno spazio lascian al cuore.
