SE NON L’AVESSI

Posted in Uncategorized on Aprile 8, 2008 by funkyzone

Se non l’avessi mi stancherebbe
forse lo scatto di mille metri.
O dieci piani fatti di corsa.

Oppure venti. Forse la morsa
della stanchezza di chi sui vetri
si fa scalate non mi verrebbe

dal piano terra. Se non l’avessi.
Potrei percorrere il Giambellino.
Poi del quattordici farmi beffe

ma quello sfiato che sembra un’”effe”
non mi starebbe così vicino.
Non mi darebbe tanti complessi.

Ma se ci penso, non è da poco,
mi rendo conto del sacro fuoco
che quelle pause per rifiatare
m’hanno concesso. Chè per pensare

non si respira-a pieni polmoni.
Per un motivo: chè più son buoni
più sono gonfi. E nel gonfiore
nessuno spazio lascian al cuore.

LALLAZIONI

Posted in Uncategorized on Marzo 31, 2008 by funkyzone

1.
Investito da colori senza senso mi ritraggo
da soffrire la stanchezza del contesto percepito più che dentro
quand’inerte galleggiavo senza sforzo.
2.
Investito da soggetti che non colgo mi protendo
nel patire la stanchezza dell’agire per capire più di quando
para-uomo vezzeggiavo senza smorzo.
3.
Investendo quell’insieme senza volto mi convinco
che per vivere con esso mi conviene di pensare col linguaggio
che da solo mi magnifica di sfarzo.
4.
Investito dalle lettere su carta mi racconto
quelle forme che non colgo più con occhi ma soltanto con parole
che dell’Essere le idi son di marzo.

L’ANIMA

Posted in Uncategorized on Marzo 26, 2008 by funkyzone

Ad averla la venderei, ma soltanto pagato in lire,
chè inflazione non mi scompensi quand’al banco mi trovo a dire:
“Una media, per la madonna!”.”Molto bene, ma tu che prendi?”.

Son sincero, l’ho già piazzata, però prima l’ho sezionata,
chè a comprarla son sempre tanti, ma nessuno l’ha mai pagata
quel che vale. Perfino l’oro costa un cazzo, quando lo vendi.

L’ho svuotata, prima di darla, dei ricordi. Delle nottate
che pareva di non volerla, per goder senza puttanate
della vita, della miseria. Senza storie, frasi contorte.

L’ho venduta, sembrava nuova. M’han guardato con disappunto:
sono scatola senza gioiello. Tutt’uccello, per far riassunto
dei valori della mia vita. Ma più buffa sarà la morte.

FOSSE PRASSI

Posted in Uncategorized on Marzo 23, 2008 by funkyzone

Assumo l’assioma, siccome assoluto,
sia prassi massiva al comporre che possa
qui dirsi concesso, l’almeno sei esse

per riga aver messo. L’assurdo passivo
che possa passare per epocal passo
dell’arte più grassa, stressando sostengo

sia presso le masse la pessima colpa
di fessa sintassi: complessa virtute
nell’etica infossa lassiste visioni.

L’estetica classica stanca collassa:
di strali verbosi subisce la pressa,
issando bandiera del “solo sei esse”.

Potesse poiesi d’assunte catarsi,
soltanto d’un’esse vessando, vantarsi,
sinossi farei di cristiani colossi.

Poesia permettendo, mi resta l’ossesso
che chiassi di sibilo, verso per-verso,
si gusti la massa, pisciandosi addosso.

LA METRICA

Posted in Uncategorized on Marzo 23, 2008 by funkyzone

Con la prosa mi snodo dal fuso di casa. Tradisco la musa e rifuggo,  inviso,  quel teatro di posa, dove crasi comprimono musica audace, con rigore mendace che alla vita, sovente, si sposa.

La mia fase basita di bimbo spaesato, soppesando la vita borghese cui oggi mi condanna il paese, è una mera lesione. Niente più di una frase.

Voglio andarmene anarchico all’Anda più alta. Senza casa nè fisime, ausilio nè regole.

Allargare le braccia alla metrica strana, scivolando alla chiosa.

E’poesia questa cosa? Che mi frega: mi suona.

MI RIPRENDO LA NOTTE

Posted in Uncategorized on Marzo 23, 2008 by funkyzone

Mi riprendo la notte, se nessuno si offende.
Quelle mance di sogni che lasciavo nei bar
sul bancone. Davvero, non credevo venisse
abbondanza di giorni, luminosi e coperti.

Mi riprendo quei posti dove stavo di casa,
le persone, le facce che ho segnato di rughe,
perché sono le mie. Le visioni che stanno
spalla spalla con loro, anche solo per finta,

nella testa confusa da sonate ubriache.
Le mie metriche strane, le mie note apparenti.
Faccio molta attenzione che un Signore mi noti:

gli domando se pensa che io serva a qualcosa.
Ci riflette. Mi scruta. Mi risponde di no.
Meno male, mi dico. E mi tengo la notte.